In pillole

Potenza e emozione, creatività e passione, Kamasi il nuovo visionario prodigio della musica ha rivoluzionato l’idea stessa del jazz, aprendo alla commistione di generi, liberandolo da formalismi filologici e virtuosismi inconcludenti. Mantenendo integri i capisaldi […]

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Kamasi Washington

Potenza e emozione, creatività e passione, Kamasi il nuovo visionario prodigio della musica ha rivoluzionato l’idea stessa del jazz, aprendo alla commistione di generi, liberandolo da formalismi filologici e virtuosismi inconcludenti.

Mantenendo integri i capisaldi del jazz ha permesso a questi di fungere da base per coniugare tutti i generi tipici della scena black: dal soul, all’hip-hop al blues. Il jazz come vorremmo che fosse sempre oggi: musica libera.

Nel marasma della musica contemporanea c’è stato un disco che, uscito nel 2015, ha centrifugato cinquant’anni di jazz, black music, hip-hop restituendoli in un’opera divisa in tre movimenti e lunga quasi tre ore. Si intitolava The Epic ed era la prima fatica del compositore.

Nel 2018 è uscito Heaven and Heart, “un album fortemente orchestrale, ricco, carico, ma non pomposo, visionario ma accessibile, molto scritto ma anche ricco di soul. Il sax di Washington fa il resto.” 

In mezzo, nel 2017, Harmony of Difference, un allestimento multimediale per la Biennale del prestigioso Whitney Museum di New York. Ovviamente, sono in primo piano anche le ripetute collaborazioni con Snoop Dogg e Kendrick Lamar.

La sua musica è compagna di viaggi che portano, sempre, in luoghi sconosciuti, eppure cari all’anima.