Michael Wollny

Venerdì 27 marzo 2015, ore 20.45
Sacile, Fazioli Concert Hall

Michael Wollny: pianoforte

Sarà il pianista e compositore Michael Wollny, definito dal quotidiano Süddeutsche Zeitung “l’unico jazzista tedesco con il fascino di una star internazionale”, ad aprire, con un concerto in calendario venerdì 27 marzo alle 20.45 alla Fazioli Concert Hall la quarta edizione di Piano Jazz, micro rassegna dedicata al piano solo firmata Circolo Culturale Controtempo e realizzata in collaborazione con Fazioli Pianoforti.

Nato nel 1978 a Schweinfurt e ora residente a Francoforte, Michael Wollny è una delle rising star del pianismo jazz europeo: si segnala per un approccio alla tastiera dinamico, lirico eppure energico, marcatamente ritmico. Il suo marchio di fabbrica è l’imprevedibilità, la ricerca musicale della novità, il coraggio di dedicarsi all’istante, alla resa dell’imprevisto sonoro come evidente in se stesso. Il suo desiderio di continuare a reinventarsi, sia dal punto di vista sonoro che da quello compositivo, lo rende “un superbo maestro del pianoforte”, come l’ha definito il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, che di lui dice “si può giustamente fare il nome di Wollny accanto a quello di fenomeni come Keith Jarrett, Chick Corea, Herbie Hancock, Brad Mehldau, Stefano Bollani e Paul Bley. Ha tutto quello che si può chiedere a un perfetto pianista jazz: tecnica magistrale, fantasia esuberante, disciplina e un talento per il caos creativo, sensibilità ed estetismo”. Fin dal suo debutto per l’etichetta Act Records di Monaco, che l’ha preso sotto la sua ala protettrice, con l’album “Call It

[em]” (2005), Michael Wollny ha fatto clamore con un’ampia gamma di progetti, che l’hanno visto esibirsi e registrare come solista, in duo, in trio e con formazioni orchestrali.

Parlando soltanto del suo progetto da solista, con il suo personale contributo alla serie Piano Works dell’etichetta Act Records Michael Wollny ha dimostrato di essere uno tra i pianisti contemporanei più interessanti al mondo. Per il suo debutto, nell’estate del 2006, si ritirò nell’isola di Gotland per un mese, ascoltando massicce dosi di Schubert, Steve Reich, Björk e Joachim Kühn. Subito dopo si esibì per la prima volta da solista sul pianoforte a coda del JazzBaltica, accanto a colleghi come Brad Mehldau, Marcin Wasilewski e Kenny Barron, e a fine febbraio del 2007 partorì l’album “Hexentanz”, il suo personale contributo alla serie “Piano Works”. Molto gradito dalla critica, che dopo questo album l’ha definito “la più grande speranza del piano jazz tedesco”, per questo lavoro Wollny è stato anche premiato con il “Disque d’emoi 2007” dal French Jazz Magazine.

Wollny piace alla critica da solista, ma anche nei suoi lavori in trio, con gli [EM] (la contrabbassista Eva Kruse e il batterista Eric Schaefer, con i quali si è aggiudicato il prestigioso Echo Jazz Award). Molto apprezzato anche il suo ultimo album, “Weltentraum”, uscito nel gennaio del 2014 e inciso con Schaefer e con la new entry Tim Lefebre al contrabbasso, in cui sogna un mondo fatto di “canzoni, melodia e atmosfere”. Ma piace anche quando è sideman per il trombonista scandinavo Nils Landgren o per il sassofonista Heinz Sauer, per il talento della fisarmonica Vincent Peirani o per il collega di strumento Joachim Kühn, o quando si cimenta in un post-gothic-jazz-punk-emo-rock con l’arpicordista Tamara Helperin e la NDR Big Band (Wunderkammer e Wunderkammer XXL, i suoi album forse più lugubri e sinistri). Se è diventato un artista così colto ed eclettico, molto lo deve anche a tutti questi incontri.

Se il futuro del jazz tedesco è nelle sue mani, con il secondo e ultimo appuntamento di Piano Jazz, in calendario alla Fazioli Concert Hall venerdì 17 aprile, il pubblico potrà testare lo stato di salute del piano jazz americano, con un pianista di lunga esperienza e di un’altra generazione, il cinquantanovenne Fred Hersch.

2017-09-08T05:59:10+00:00 20 febbraio 2015|Piano Jazz 2015|