Controtempo a Pordenonelegge!

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Controtempo a settembre 2016 è tra i collaboratori di Pordenonelegge, firmando due incontri, naturalmente dedicati al jazz. Si ringraziano sinceramente i curatori della manifestazione – Gianmario Villalta, Valentina Gasparet e Alberto Garlini (unitamente al Direttore della Fondazione, Michela Zin) – per la disponibilità e per l’accoglienza.

Ecco i due appuntamenti “targati” Circolo Culturale Controtempo:

 

Giovedì 15 settembre 2016 –  ore 10.30
Pordenone – Auditorium dell’Istituto Vendramini
“Aria di Jazz”: concerto in omaggio a Vladimiro Miletti
Un progetto di
Conservatorio di Musica “Giuseppe Tartini” di Trieste
Circolo Culturale Controtempo – “Il Volo del Jazz”
(il progetto ha debuttato con organico leggermente diverso a “Le Nuove Rotte del Jazz” il 10 giugno al Museo Revoltella di Trieste)


Robert Mikuljan: tromba

Giorgio Giacobbi: sax soprano
Sergio Bernetti: trombone
Matteo Alfonso: pianoforte
Giovannni Maier: contrabbasso
Camilla Collet: batteria

[Con Aria di jazz] voglio rendere la simultaneità di suono-impressione provocata dal jazz; sincronizzare i ritmi delle parole in libertà con quelli del jazz; vivificare e sintetizzare l’ambiente caratteristico del jazz”. Così spiega, nel 1934, in apertura del suo poema, il ventunenne triestino Vladimiro Miletti nel dare alle stampe, per le Edizioni dell’Alabarda, Aria di jazz. Un tentativo riuscito di tradurre la carica dirompente, cinetica e anticonvenzionale del jazz con la poesia futurista. Ma che musica potrebbe avere avuto quel poema? Ci prova ad immaginarla e restituircela un ensemble inedito formato da allievi e docenti del Conservatorio Tartini di Trieste, guidati da Giovanni Maier. Un omaggio, dunque, ad una stagione artistica ricca di esperimenti e desiderio di rinnovamento e al jazz degli anni Venti e Trenta. Un nuovo progetto nato dall’incontro tra il Circolo Controtempo e il Conservatorio triestino nel segno della valorizzazione dei giovani talenti, dell’incontro tra diverse generazioni di musicisti e della valorizzazione della cultura letteraria e musicale del territorio.
Vladimiro Miletti (Trieste, 1913-1998). Se il suo esordio letterario avviene con le Novelle con le giarrettiere (Trieste, Trevi, 1933), Aria di jazz è sicuramente la sua opera più nota. Operazione entusiasta e ottimista, è ben analizzata dallo studioso Giorgio Rimondi nel saggio Un’ipotesi e un’analisi: Aria di jazz (in La scrittura sincopata. Jazz e letteratura nel Novecento italiano, raccolta edita da Bruno Mondadori nel 1999) che coglie come il giovane autore triestino “disimpegnato dai gravami della grammatica passatista, consapevolmente rivolto alle indicazioni futuriste e nutrito di una forte passione per la musica sincopata, si accinse a un’operazione […] originale nei risultati”.

Sabato 17 settembre 2016, ore 21.30
Pordenone – Ridotto del Teatro Comunale Giuseppe Verdi
Incontro con Stefano Zenni. Introduce Flavio Massarutto

Che razza di musica. Jazz, blues, soul e le trappole del colore, Stefano Zenni (EDT, Torino 2016)

Esiste una “musica nera”? E quale sarebbe la sua differenza rispetto a quella “bianca”? Sappiamo riconoscere un cantante africano americano al solo ascolto?
Siamo abituati a pensare che la musica possa avere un carattere razziale, etnico o un “colore”, e se vediamo un musicista nero statunitense immaginiamo che sappia swingare con più naturalezza di un bianco, o che intonerà le blue notes con sottigliezze inaccessibili a un europeo e le caricherà di un feeling, di un soul inimitabile. Ma tutto questo ha un fondamento scientifico, storico o culturale?
Stefano Zenni affronta per la prima volta in campo aperto una materia così delicata, smontando con argomenti brillanti e aggiornati i molti pregiudizi che non solo infestano il discorso degli appassionati, ma trovano ancora ampio spazio nella critica musicale. Per farlo introduce stimolanti riflessioni sui rapporti fra le culture africano americana, ebraica e italiana. Attraverso un inedito approccio multidisciplinare che si muove con agilità fra i più diversi campi delle scienze storiche, biologiche e sociali, Zenni dimostra che la musica sa essere un esempio mirabile di collaborazione fra individui e comunità: uno scambio ininterrotto di idee e di risorse che trascende ogni barriera culturale o tentazione classificatoria.

Stefano Zenni è uno dei maggiori musicologi italiani. Insegna Storia del jazz al Conservatorio di Bologna. È direttore artistico del Torino Jazz Festival e di MetJazz a Prato. È autore di vari volumi su Louis Armstrong, Charles Mingus, Herbie Hancock, nonché dei Segreti del jazz e della vasta Storia del jazz. Una prospettiva globale. Dal 2012 tiene con successo le Lezioni Jazz all’Auditorium Parco della Musica di Roma. È stato conduttore di Rai Radio3.

Flavio Massarutto scrive di jazz dal 2000 per quotidiani e riviste specializzate (il Gazzettino, il Manifesto, Jazzit, Il Giornale della Musica). È autore di volumi sul rapporto tra jazz e fumetto (Assoli di China edito da Stampa Alternativa è stato finalista al “Premio Napoli 2012”). È curatore dei 4 volumi discografici Jazz in FVG (Artesuono) e autore per i disegnatori Davide Toffolo, Giulio De Vita, Massimiliano Gosparini, Davide Pascutti e Dimitri Fogolin. Ha collaborato con il regista Alberto Fasulo. Dirige il Festival San Vito Jazz e collabora con Cinemazero di Pordenone.

 

2017-09-08T05:59:07+00:00 20 luglio 2016|News|