Sabato 8 novembre, ore 21.00
Sacile, Teatro Zancanaro

LARS DANIELSSON: CONTRABBASSO, VIOLONCELLO, EFFETTI
YARON HERMAN: PIANOFORTE
GUSTAF LJUNGGREN: LAP STEEL GUITAR, FIATI, MANDOLINO
MAGNUS ÖSTRÖM: BATTERIA

La rivista Stern ha definito il debutto Liberetto del 2012 “un’energia poderosa” che si scatena da un fulcro di serenità. Con “Liberetto II”, Danielsson e il suo quartetto por- tano quest’energia ancora oltre, esplorando nuove dimensioni musicali ai confini tra musica da camera, jazz, classica e popolare europea. La melodia è sempre al centro dell’attenzione e il modo in cui la sviluppano e la manipolano si trova in parti uguali nella tradizione formale della musica classica europea e nella libertà estemporanea del jazz, come suggerisce il neologismo utilizzato come titolo. Il trait d’union non è solo un’astrazione intellettiva, come spesso accade in molti esperimenti di crossover: “La comprensione della musica è esclusivamente una questione di onestà. Se pensi troppo quando stai suonando, la narrazione, l’autenticità e l’essenza della musica possono andare persi. Questo è il motivo per cui viene così naturale suonare e ascoltare il jazz, perché tutto ciò di cui hai bisogno è aprire il tuo cuore, assorbire la musica e goder- tela. In senso stretto questo è vero per ogni tipo di musica, perché la musica viene sempre dal cuore, non dalla testa”. Questo è il credo di Danielsson.