In pillole

Steve Coleman, uno dei più esoterici esploratori delle possibilità combinatorie dell’improvvisazione degli ultimi tre decenni

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Steve Coleman

La figura di Steve Coleman è una delle più avvincenti e affascinanti del jazz contemporaneo. Cresciuto a suon di R&B, trovò un importante stimolo per la sua crescita musicale nei veterani della scena jazz di Chicago. Trasferitosi a New York, ebbe la possibilità di collaborare con le big band di Thad Jones e Mel Lewis, di Sam Rivers e di Cecil Taylor. Ai suoi primi anni newyorkesi risalgono anche importanti collaborazioni come quelle con Dizzy Gillespie, David Murray, Dave Holland, e molti altri. Il suono graffiante del suo sax racconta le tensioni, gli impulsi di una musica “meticcia” alla continua ricerca di una nuova identità, pronta ad arricchirsi degli stimoli più disparati, senza mai perdere un’essenziale “black energy”.

Il nome di Coleman è indissolubilmente legato al collettivo M-Base, di cui fu co-fondatore e alla cui estetica fanno riferimento le varie sue formazioni.